Sicuramente concorderà sul fatto che da tempo immemorabile le persone sono state ingegnose e utilizzavano solo ciò che la natura offriva loro. Vediamo insieme i metodi di cottura che venivano utilizzati in passato e che ancora oggi possono aiutarci a non rimanere affamati in condizioni sfavorevoli...
Sicuramente concorderà sul fatto che da tempo immemorabile le persone sono state ingegnose e utilizzavano solo ciò che la natura offriva loro. Non avevano padelle, pentole né fornelli e tuttavia sono sopravvissute e sono riuscite a preparare il cibo. Tutto è iniziato con la scoperta del fuoco e si è arrivati fino alla preparazione odierna degli alimenti con l'utilizzo di strumenti come coltelli, cucchiai, pentole e persino robot da cucina, che ci facilitano il lavoro ma ci privano anche della fantasia nella preparazione dei piatti. Questo però non significa che dovremmo accettare questa realtà, al contrario, dovremmo perfezionarci costantemente nell'arte della cucina, poiché ciò può esserci utile in situazioni impreviste, che pensiamo non possano "mai" capitare a noi.
Che stia facendo campeggio o che si trovi in una vera situazione di emergenza, esistono 5 metodi primitivi di cottura che dovrebbe conoscere già da oggi.
1. Cottura sulla brace in grandi foglie
Si tratta di un metodo molto simile alla preparazione del cibo nell'alluminio, cioè nella carta stagnola. La differenza sta però nel fatto che, invece della carta stagnola, useremo foglie comestibili.
Prima di tutto dobbiamo preparare un fuoco lento e successivamente estinguerlo. In questo modo si formerà una brace calda, sulla quale mettiamo il carbone. Il carbone dovrebbe essere caldo, ma non dovrebbe bruciare.
Mentre il carbone si riscalda nella brace, troviamo alcune foglie molto grandi che possiamo usare per avvolgere il cibo. Ricordiamo che le foglie devono essere sufficientemente grandi per poter essere avvolte attorno al cibo in preparazione, ma devono anche essere non tossiche, per cui scegliamo solo foglie che conosciamo.
Un esempio molto comune e buono sono le foglie di bardana. Queste foglie sono davvero grandi e flessibili, quindi sono ideali per questo metodo di preparazione di un piatto gustoso e succoso.
Consigliamo: dopo aver trovato le foglie adatte, Le consigliamo di guardarsi intorno
in cerca di rami flessibili adatti, radici, con cui possiamo legare e rafforzare meglio il cibo già avvolto nelle foglie.
Se il cibo è avvolto e la brace è già calda, posiziamo il cibo sulla brace. Con l'aiuto di un bastone, mettiamo parte della brace calda direttamente sul cibo dall'alto, in modo che possa cuocersi su entrambi i lati. Naturalmente, sostituiamo la brace superiore più frequentemente per evitare che si spenga.
2. Grigliare sul fuoco
Per quanto riguarda la grigliatura del cibo sul fuoco, questo metodo non è molto diverso dalla grigliatura nel forno da cucina.
L'unica differenza è che vicino al fuoco potrebbe non avere una padella in cui poggiare il cibo, quindi dovrà costruire qualcosa che possa mantenere il cibo sopra il fuoco senza farlo cadere nelle braci. Naturalmente, anche per questo abbiamo una soluzione sotto forma di rami rigidi di betulla e salice. È possibile utilizzarli per grigliare sul fuoco aperto, poiché sono flessibili e la flessibilità è fondamentale nella ricerca del giusto tipo di legno per la cosiddetta padella naturale. Come si procede? Iniziamo con la realizzazione di una „corona“ piegando un pezzo di legno più lungo in un ovale e poi incrociando l'estremità dell'ovale. Completiamo l'ovale legando l'incrocio inferiore con corteccia flessibile di legno (l'ovale finale avrà la forma di una grande lettera D). Con l'aiuto di piccoli ramoscelli intrecciamo l'ovale con questi bastoncini, e li lasciamo sporgere per garantire una buona flessibilità. Poi, se desideriamo che la padella naturale sia ancora più stabile, aggiungiamo a zig-zag attraverso i rami un altro cosiddetto ramo „stabilizzante“. Questo darà supporto al cibo e, se si è abbastanza abili, permetterà anche di spostare il legno su e giù per adattarlo a specifici pezzi di cibo.

Una volta pronta la „padella naturale“, basta poggiarvi sopra il cibo. Nella preparazione del pesce possiamo procedere posizionando due metà di pesce tagliate uniformemente su una parte del legno e girandole gradualmente. Durante tutto il tempo di preparazione del cibo, teniamo la padella a pochi centimetri sopra la fiamma, per non bruciare il cibo, e la manteniamo in orizzontale, affinché il cibo non cada.
3. Cucinare su una pietra rovente
Sa qual è l'alternativa naturale alla cottura su una padella in teflon? Sì, è la cottura su una pietra rovente.
Se utilizziamo una superficie piatta, come ad esempio un pezzo di roccia più piccolo, basta riscaldarlo sul fuoco, poggiarvi sopra il cibo e poi scaldarlo un po'. Si assicuri che la pietra sia asciutta, così si riscalderà più velocemente, e che abbia almeno un lato piatto, affinché il cibo non cada. La puliamo spolverandola o passandole sopra uno straccio e ci assicuriamo che sia più spessa di un pollice, affinché non si spacchi quando viene riscaldata a temperature elevate sopra i 100 °C.
Possiamo cucinare sulla pietra in due modi. Possiamo usare una piccola pietra per preparare una porzione di cibo, oppure possiamo posizionare più pietre piccole su una brace bassa e ampia, avendo così la possibilità di preparare una maggiore quantità di cibo. Se vogliamo usare più pietre piccole, dovremo lasciarle riscaldare per almeno un'ora.

Una volta che la pietra è rovente, vi poggiamo sopra il cibo e aspettiamo che si cuocia – il tempo di cottura dipenderà da cosa stiamo cucinando e dalle nostre esigenze riguardo alla morbidezza del cibo. Quando il cibo è cotto, non lo togliamo dalla pietra ma lo lasciamo sopra e la usiamo come ciotola o piatto. Fino a quando la pietra si raffredda, ci vorrà almeno mezz'ora, quindi durante questo periodo ci manterrà il cibo bello e caldo.
4. Cottura nella fossa a vapore
La cottura nella fossa a vapore è una forma di cucina per la sopravvivenza nella natura selvaggia, utilizzata già da secoli. Iniziamo avvolgendo gli alimenti in grandi foglie, proprio come nella cottura sulla brace, con la differenza che abbiamo bisogno di un luogo dove poter scavare una fossa sufficientemente grande da contenere la brace e il cibo.
Durante lo scavo della fossa, ci assicuriamo di scavare una profondità di almeno 30 – 60 cm. Questo è sufficiente per farvi entrare il cibo, ma bisogna assicurarsi che durante la cottura non fuoriesca vapore. Dopo aver scavato la fossa, ne livelliamo la parte inferiore con la brace.

Facciamo ardere la brace, proprio come quando si cucina sulla brace, e aspettiamo che diventi incandescente, dopodiché la spegniamo affinché resti solo a covare. Poi posizioniamo il cibo sopra la brace e lo copriamo con la terra che abbiamo scavato. Lasciamo cuocere il cibo per almeno alcune ore e poi lo dissotterriamo!
5. Cottura allo spiedo
Siamo certamente d'accordo che la preparazione del cibo allo spiedo ha il suo fascino. Esistono diverse varianti di spiedi, sia verticali che orizzontali, con piccoli dentelli che aiutano a tenere la carne, oppure una forchetta lisca sullo spiedo. Poiché è praticamente impossibile portare con sé uno spiedo di metallo per un campeggio più lungo, abbiamo per Lei una guida su come creare il proprio spiedo utilizzando solo un pezzo di legno lungo e resistente.
Sebbene si possa pensare che infilzare una piccola quantità di carne su un pezzo di legno e girarla su un fuoco aperto sia semplice, la cottura allo spiedo all'aperto comporta diversi problemi. Innanzitutto, ogni pezzo di carne che deve essere infilzato sullo spiedo deve anche essere legato allo spiedo stesso. In questo modo la carne resterà ferma sullo spiedo e si evita che si strappi.
È inoltre importante ricordare che la carne durante la cottura si restringe, quindi anche se pensiamo di aver legato saldamente la carne allo spiedo, potrebbe non essere davvero così. Consigliamo di legare la carne allo spiedo anche con del filo di ferro, con corteccia naturale flessibile e resistente oppure con una corda. Se si arrostisce un animale intero, non bisogna nemmeno dimenticare di legare gli arti. Se non lo facessimo, la carne sullo spiedo risulterebbe sbilanciata rispetto al baricentro e vi sarebbe un'alta probabilità di rottura dei legni di supporto.

Dobbiamo anche ricordare che lo spiedo va girato. In condizioni difficili nella natura non avremo a portata di mano un girarrosto con cui girare automaticamente la carne, quindi dovrà sedersi vicino al fuoco e girarla manualmente da sé.
Se desidera dirigersi verso la natura più comodamente e perfettamente equipaggiato, consulti il nostro assortimento outdoor.