Il bivacco è un campo temporaneo senza tenda nella natura ed era utilizzato soprattutto dai soldati durante varie missioni. Oggi viene praticato con piacere anche da escursionisti appassionati e amanti della natura. Se vuole provarlo anche Lei, legga questi 5 consigli su come farlo.
Per iniziare, qualche parola sul bivacco
Se conosce già perfettamente l'origine del bivacco, prosegua pure alla parte successiva dell'articolo. Se invece l'argomento La interessa, Le raccontiamo brevemente qualcosa in più a riguardo. Si tratta di un modo di campeggiare nella natura, che fu chiamato così nel XVIII secolo dal termine militare tedesco Beiwacht, ovvero le guardie ausiliarie. Nell'accezione moderna si tratta di dormire sotto le stelle senza tenda o altro riparo.
Ultimamente è diventato molto amato da numerosi escursionisti e amanti della natura, poiché rappresenta un modo semplice per godersi un soggiorno nella natura senza bisogno di una tenda, oppure per poter affrontare anche escursioni più lunghe.
1. Informarsi su dove è possibile bivaccare
Prima di partire per una notte piena di avventura, verifichi dove può bivaccare senza incorrere in sanzioni. Sul territorio della Repubblica Slovacca è possibile bivaccare solo nella 1ª e nella 2ª zona di protezione. Nelle altre zone rischia quindi una multa. Oltre a ciò, può comunque cercare luoghi appositamente destinati a questo scopo, come i campeggi.
Se sta pianificando di bivaccare ad esempio da qualche parte negli Alti Tatra, Le consigliamo subito di non farlo. Ne trarrebbe sicuramente un'esperienza bellissima, ma di certo non ne vale la pena a fronte di una multa o di un richiamo. Per quanto riguarda il bivacco all'estero, è necessario informarsi sulla legislazione del paese in cui si sta recando. Ogni stato ha regole diverse e ciò che è vietato in Slovacchia potrebbe essere consentito all'estero.
2. Meglio iniziare in estate
Gli amanti più coraggiosi ed estremi del dormire sotto le stelle non si spaventano nemmeno davanti a temperature ben sotto lo zero. Se però è alle prime armi e non ha ancora dimestichezza con il bivacco, eviti assolutamente i mesi invernali. Senza l'equipaggiamento adeguato, allenamento e abitudine, potrebbe finire per soffrire di ipotermia o, nel peggiore dei casi, di congelamento.
Al posto di ciò, scelga piuttosto l'estate e bivacchi durante le notti in cui la temperatura non scende sotto i 15°C e si trovi in un luogo che conosce bene. In questo modo si abituerà più facilmente a ciò che potrebbe aspettarLa se vorrà bivaccare anche in condizioni più fredde ed estreme.
3. Si prepari adeguatamente per il bivacco
Un equipaggiamento adeguato è fondamentale. Per godersi appieno il bivacco non Le basterà un semplice sacco a pelo. Certo, non ha bisogno di una tenda, il che La libera da un bel po' di peso, ma ci sono comunque alcune cose che non deve assolutamente dimenticare di portare con sé:
- un sacco a pelo adatto al bivacco - innanzitutto dipende dal periodo dell'anno in cui intende bivaccare. Se è in estate, Le basterà un sacco a pelo per condizioni miti. Ad esempio il MIL-TEC Yellowstone ultra light, adatto per notti comprese tra -6°C e +11°C. Se invece è già esperto e cerca piuttosto il bivacco in inverno e in condizioni più estreme, opti sicuramente per il sacco a pelo Husky Apollo, realizzato per resistere fino a -20°C

- uno zaino sufficientemente grande - procuratevi almeno uno zaino da 30 litri, in modo che ci entri comodamente tutto ciò di cui ha bisogno
- materassino autogonfiabile - non solo è compatto e pratico, ma inoltre è, come dice il nome, autogonfiabile. Basta stenderlo e creerà un isolamento tra Lei e il terreno e come bonus non dormirà su una superficie dura
- lampada frontale - forse basterebbe anche una torcia, ma la lampada frontale è molto più pratica. Non deve tenerla in mano e la sua gestione è molto semplice. Basta indossarla sulla testa, accenderla e avrà le mani libere per preparare il campo o per qualsiasi altra cosa
- abbigliamento adeguato - non sottovaluti l'abbigliamento adatto anche se fa bivacco in estate. Le temperature possono scendere improvvisamente, soprattutto in montagna, ed è meglio avere uno strato di abbigliamento in più piuttosto che tremare dal freddo. Porti con sé calze pesanti, biancheria intima, magliette e maglioni. Anche nel caso in cui dovesse essere colpito dalla pioggia o si bagnasse involontariamente
- kit di primo soccorso - sia sempre preparato, anche se durante le escursioni e le gite di solito non Le succede nulla. La prudenza non è mai troppa e un piccolo kit di primo soccorso portatile non occuperà molto spazio nel Suo zaino
- cibo e acqua - un classico che non deve mancare sia durante l'escursione, sia in campeggio, sia durante il bivacco. Il cibo Le fornirà l'energia necessaria, senza la quale non potrà godersi alcuna attività fisica.
4. Rispetti le leggi e le norme locali
Sapere solo dove può e dove non può bivaccare non basta. Studi sempre le leggi e le normative della zona in cui si sta recando. Come stanno le cose riguardo al fuoco aperto, in quale zona di protezione si trova, se per caso non sta per bivaccare su un terreno privato e se non è in corso il periodo di nidificazione nella natura. In quel caso bisogna prestare particolare attenzione al proprio comportamento, per non spaventare la fauna selvatica, poiché resta valido il fatto che Lei è ospite a casa loro.
5. Lasci dietro di sé una natura intatta
Al punto precedente appartiene senza dubbio anche il modo in cui si comporta nella natura. Vale la regola che ciò che porta con sé, lo riporta anche via. Nessun rifiuto, nessuna bottiglia vuota, nessun tovagliolo. Non danneggi la vegetazione circostante e non spaventi gli animali che potrebbero trovarsi nei dintorni. Non utilizzi la legna del bosco per accendere il fuoco, non strappi i fiori, non danneggi i cespugli. È molto semplice e la ricompensa per un comportamento rispettoso verso la natura sarà una buona sensazione e la coscienza pulita al ritorno a casa.