In alcuni casi il confine tra la vita e la morte può essere davvero molto sottile. Poca esperienza, la mancata conoscenza del terreno o una situazione imprevista possono trasformare una gita innocente nella natura in un dramma, nel quale potrebbe lottare per la nuda vita. Ebbene, poiché di buoni consigli non ce n'è mai abbastanza, cercheremo di collegarci alla 1ª parte. Oggi Le proponiamo uno sguardo su altri 3 miti sulla sopravvivenza, che però in una situazione reale complicherebbero la vita più che aiutare realmente.
Visualizza la 1ª parte - Miti sulla sopravvivenza
1° mito – Senza bussola ci si può orientare grazie al muschio sugli alberi.
Non ha con sé una bussola? Secondo questo consiglio, muovendosi in un terreno sconosciuto dovrebbe orientarsi facilmente grazie al muschio e trovare così senza problemi la via d'uscita dal „labirinto naturale“. Il muschio infatti crescerebbe solo sul lato nord dei tronchi degli alberi. Quanto c'è di vero in questa affermazione?
I muschi ricordano davvero più che a sufficienza. Erano sulla Terra prima dei dinosauri e li troviamo sulle fredde coste artiche, nei tropici e nelle regioni più settentrionali. Questi organismi apparentemente fragili ingannano perfettamente l'aspetto e riescono a sopravvivere nei deserti, dove il sole cocente picchia forte, o in altre condizioni estreme. Naturalmente prosperano anche nelle nostre latitudini temperate.
Non tema, non vogliamo appesantirLa con biologia o geografia. Con le righe precedenti volevamo solo far notare che, se il nostro mito fosse vero, potremmo orientarci nella natura grazie ad esso ovunque nel mondo. Ma come spesso accade, la verità è sempre un po' diversa. Se quindi qualcuno cercherà di convincerLa che grazie al muschio ha trovato la strada di casa, prenda la cosa con distacco e riserva. Potrebbe non essere andata proprio così, e il motivo è semplice.
Il muschio in effetti cresce preferibilmente sul lato nord dei tronchi. Questo però non è una garanzia al 100%, secondo la quale ci si possa sempre orientare nel terreno. Il lato nord è generalmente più umido e il muschio vi prospera, ma la crescita del muschio può essere influenzata da altri fattori. Ad esempio la presenza di un albero vicino può creare condizioni ottimali in termini di umidità ideale, circolazione dell'aria e raggi solari. Il risultato? Il tronco di un albero può essere ricoperto di muschio su più lati. Quindi la strada non passa di qui. Né in senso figurato, né nella vita reale. Purtroppo si tratta solo di un altro mito che appartiene alla categoria delle affermazioni false.
2° mito – Se il ghiaccio non cede sotto di me vicino alla riva, mi reggerà ovunque.
Vagando per la natura innevata può capitare che voglia accorciare il percorso attraversando un fiume o un lago ghiacciato. Se però vuole evitare un errore fatale o non vuole fare concorrenza agli orsi polari, deve tenere presente che il ghiaccio può avere uno spessore diverso vicino alla riva e uno diverso da qualche parte al centro del fiume. E se il ghiaccio L'ha sostenuta a 2 metri dalla riva, ciò non è ancora garanzia di uno spostamento sicuro verso l'altro lato.
Ricordi che non solo le crepe o i lastroni di ghiaccio segnalano un ghiaccio debole. Faccia attenzione anche quando su un corso d'acqua o su una superficie d'acqua c'è uno strato continuo di neve. Il motivo è prosaico. La neve sul ghiaccio infatti può, anche con forti gelate, influenzare in modo significativo l'aumento del suo spessore. Detto più semplicemente, con ogni probabilità lo spessore del ghiaccio non sarà uniforme e può facilmente accadere che, dopo pochi passi, si ritrovi in acqua ghiacciata.
Allo stesso modo, non bisogna cedere alla falsa illusione riguardo allo spessore sufficiente del ghiaccio nei punti più stretti e nelle anse del corso d'acqua. Da questo punto di vista, nei corsi d'acqua correnti sono critici anche i punti con corrente rapida, oppure, nel caso di superfici d'acqua più estese, i punti in cui si passa improvvisamente a profondità maggiori. Anche in questi casi il ghiaccio è più debole e leggermente più sottile. Qual è dunque la conclusione? Non si affidi a un mito ampiamente diffuso e sappia che non si è mai troppo prudenti.

3° mito – Per i congelamenti è bene strofinare con la neve e, in caso di ipotermia, riscaldarsi rapidamente.
Bastano un forte vento del nord, temperature sotto zero, guanti dimenticati, la civiltà fuori portata e i congelamenti alle mani diventano quasi una certezza. Qualcosa di simile, forse solo con una diversa combinazione di altre cause, vale anche per una forte ipotermia. Cosa fare dunque in questi casi? Credere ai miti oppure sarà comunque necessario fare qualcosa di completamente diverso?
Come forse già intuisce, nella seconda parte della domanda si nasconde la risposta corretta. I congelamenti alle mani, ma anche al naso o al viso, non si devono assolutamente strofinare con la neve. Un simile primo soccorso causerebbe più danni che benefici e, a causa dello strofinamento con la neve, ci sarebbe come minimo il rischio di danneggiare la pelle. La cosa migliore da fare è quindi riscaldare gradualmente la zona colpita. Sia che i congelamenti alle mani li abbia Lei stesso o un'altra persona, all'inizio è utile mettere le mani sotto le ascelle. Successivamente è necessario il trasporto in un luogo caldo e sono utili anche impacchi tiepidi. Questo però vorremmo sottolinearlo. Solo impacchi tiepidi. Non usi mai per i congelamenti un impacco caldo o acqua calda.
In caso di ipotermia si distinguono due modalità di soccorso, che dipendono dal fatto che l'ipotermia sia avvenuta in modo improvviso o graduale. L'aiuto in caso di ipotermia graduale non può in nessun caso basarsi sul consiglio riportato nel mito. È infatti logico che se il raffreddamento dell'organismo è avvenuto nel corso di diverse ore, anche il riscaldamento dovrà essere graduale e più lento. L'organismo ipotermico non deve subire uno shock. Sono utili il trasporto in un luogo caldo, l'avvolgimento in una coperta e la somministrazione di bevande calde, non troppo bollenti.
In caso di rottura del ghiaccio o dopo una caduta in acqua fredda, è necessario tirare fuori rapidamente la persona, togliere i vestiti bagnati, cambiarsi con abiti asciutti e somministrare bevande calde. Se vogliamo dunque essere obiettivi, bisogna dire che in queste circostanze il mito non è così lontano dalla verità e un riscaldamento più rapido ha la sua ragion d'essere.
CONSIGLIO: Se l'argomento dei miti Le interessa, ma per qualche motivo ha perso il nostro precedente articolo, Le segnaliamo 3 miti sulla sopravvivenza che potrebbero ucciderLa (1ª parte).